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Il patrimonio bibliografico

ms. 1490. S. Augustinus, De civitate Dei

Il patrimonio della biblioteca, costituitosi nel corso dei secoli grazie ai doni e ai lasciti dei professori dello Studio e aggiornato in forza del diritto di stampa e di acquisti mirati, deve buona parte del suo nucleo storico, con speciale riferimento ai manoscritti e agli incunaboli, all’incameramento ottocentesco dei fondi provenienti dalle soppresse librerie claustrali.

I manoscritti sono 2738, risalenti ai secoli XI-XX, in prevalenza di argomento storico e teologico, ma sono rappresentate anche letteratura, filosofia, giurisprudenza, medicina e matematica.

Tra i più importanti il De civitate Dei di s. Agostino, appartenuto al vescovo Ildebrandino Conti, che presenta un distico composto dal Petrarca e scritto di suo pugno, proveniente dalla biblioteca degli eremitani di Padova.

Frammento musicale, sec. XV (dal ms. 1225)ms. 996.  Marin Sanudo, Itinerario per la terraferma veneziana

Nell’ambito della storia veneta segnaliamo l'Itinerario, autografo di Marin Sanudo, che descrive il viaggio compiuto nel 1483 con i sindaci di terraferma attraverso il dominio veneziano, corredato da disegni a penna di città e castelli, pervenuto dalla biblioteca benedettina di S. Giorgio Maggiore di Venezia.

Preziosi i frammenti musicali, tramandati da alcuni codici del monastero benedettino di S. Giustina, che attestano il ruolo di Padova nella produzione arsnovistica di fine Trecento-primo Quattrocento.

Di grande interesse il fondo settecentesco di disegni navali, che testimonia l’evoluzione della progettazione e delle tecniche di costruzione delle navi nell’ultimo secolo della Repubblica veneta.
Tra i manoscritti recenti, importante il fondo costituito dalle carte del filosofo Roberto Ardigò, il maggiore rappresentante del positivismo italiano, docente all’Università di Padova.

La prima produzione a stampa è documentata da 1.132 edizioni del Quattrocento, alcune in più copie, per complessivi 1.583 incunaboli.
Segnaliamo l’esemplare della novella Ippolito e Leonora, databile al 1471, con la nota manoscritta che ha permesso di assegnare l’edizione a Lorenzo Canozi da Lendinara, primo stampatore in Padova.
Pregevoli gli incunaboli decorati. Citiamo l’esemplare del De re militari del Valturio (Verona 1472): al ricco corredo xilografico si aggiungono le miniature ed importanti interventi calligrafici, recentemente attribuiti alla mano di Felice Feliciano.

Ricordiamo anche i volumi di Matteo Bosso, stampati su pergamena e miniati (Firenze 1491 e Bologna 1495), e quelli finemente decorati da Antonio Maria da Villafora, come l’esemplare delle Epistole di S. Paolo (Parigi 1499).

Si contano 9.622 cinquecentine e oltre 100.000 edizioni dei secoli XVII-XVIII: grande importanza rivestono in particolare le opere di medicina e di astronomia.
Va citato il first folio di Shakespeare, l’opera omnia stampata postuma a Londra nel 1623, estremamente rara nelle biblioteche europee fuori d’Inghilterra.

Roberto Valturio, De re militari. Verona 1472Epistole di Paolo. Parigi 1499Torquato Tasso, La Gerusalemme liberata. Venezia 1745

Tra le edizioni di pregio si ricordano in particolare la Gerusalemme liberata del Tasso (Venezia 1745), illustrata dal Piazzetta, e i capolavori tipografici di Giambattista Bodoni.

Tra i fondi notevoli si segnalano i libri armeni, prodotti per lo più dalla tipografia dell'isola veneziana di S. Lazzaro, e i libri ebraici, provenienti per la maggior parte dalla raccolta Morpurgo.

Importante la dotazione relativa alla stampa periodica nazionale ed estera: in particolare il nucleo costituito dai periodici dell’ancien régime e la serie delle pubblicazioni accademiche, tra cui le raccolte complete del Journal des savants e delle Philosophical Transactions della Royal Society londinese. Le testate possedute sono 6681, di cui 592 correnti.