Libri armeni
Il fondo dei libri armeni comprende circa 450 edizioni, quasi tutte ottocentesche, con un piccolo ma assai significativo nucleo dei secoli XVII e XVIII.
Tra queste la straordinaria bibbia illustrata stampata a Venezia da Antonio Bortoli (1733) la Dichiaratione della liturgia armena (1690) e la Lettera dell’amicizia e dell’unione (1683), entrambe per i tipi veneziani di Michelangelo Barboni, e il catechismo del Bellarmino stampato a Roma dalla tipografia De Propaganda Fide (1630)
I libri ottocenteschi provengono quasi tutti, per effetto della legge sul deposito obbligatorio degli stampati, dalla tipografia dei Padri Mechitaristi di San Lazzaro in Venezia e offrono uno straordinario documento della vivacità della cultura armena in laguna; numerose e pregevoli sono le traduzioni di autori occidentali, da Omero, Teofrasto, Virgilio e gli oratori antichi a Milton, Pope, Bernardin de Saint-Pierre.


